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02/02/2008

GARDALAND, NO AI DOWN. LA PROCURA ARCHIVIA

IL CASO. Le giostre furono vietate ad un gruppo di disabili nel settembre dello scorso anno

GARDALAND , no ai down
La Procura archivia


Non c'era alcuna intenzione di discriminare i ragazzi affetti dalla sindrome di down e non c'era, quindi, nessun elemento per avviare un procedimento penale.
Si chiude ancora prima di aprirsi l'inchiesta penale sul divieto imposto ad una decina di disabili di salire su alcune giostre di GARDALAND nel settembre scorso. La procura di Verona non ha neanche archiviato il procedimento perchè si trattava di un'indagine conoscitiva e non c'era bisogno, quindi, di questo passo procedurale. «La vicenda può essere valutabile solo da un punto di vista sociale ma non c'è nulla di penalmente rilevante» ha confermato ieri Guido Papalia. Era stato proprio il procurarore ad incaricare gli investigatori ad accertare se quella vicenda, verificatasi nel settembre scorso, avesse elementi di rilevanza penale. Ma gli accertamenti poi arrivati sul suo tavolo nei giorni scorsi non hanno evidenziato alcuna irregolarità, commessa da direzione e personale di GARDALAND .

La vicenda prese il via il 29 settembre scorso quando un gruppo di 10 ragazzi dell'associazione padovana Dadi (Down autismo e disabilità intellettuale) si recò nel parco divertimenti di Castelnuovo del Garda. La gita, però, prese subito una brutta piega. Il personale vietò alla piccola comitiva di salire su alcune giostre, le più divertenti perchè, a parere della direzione del parco, era rischioso per la loro salute. Una buona fetta di persone, affette dalla sindrome di down, infatti, è interessata da una patologia congenita al cuore e il divieto, imposto dalla direzione del parco, mira proprio a tutelare questi clienti.

In realtà, a parere degli investigatori, le attrazioni più coinvolgenti ed emozionanti di GARDALAND sono precluse a chi soffriva di problemi mentali e psichici così come riportavano i cartelli all'ingresso della giostra. Si tratta, quindi, di tutt'altra patologia rispetto a quella di chi è affetto dalla sindrome di down. Evidentemente quel divieto doveva intendersi estensibile anche ai ragazzi, colpiti da questa sindrome.

La decisione della direzione di GARDALAND suscitò in ottobre, ad un mese dai fatti, un forte clamore e la notizia arrivò su quotidiani nazionale e alla trasmissione di Maurizio Costanzo su Canale 5. La direzione del Parco, dal canto suo, ha sempre sostenuto che quei divieti erano stati posti nell'interesse delle persone disabili. Di più: l'ufficio stampa diffuse una nota, ricordando che esiste un opuscolo con le istruzioni per le persone disabili.

di Giampaolo Chavan

FONTE: L'arena Giornale di Verona

 

 
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