Il Palablu fu inaugurato nel settembre del 1996. La forma ad anfiteatro della tribuna affacciava la vasca principale, la più grande e quella progettata per le esibizioni al pubblico ed aveva una superficie di 340mq e una profondità di 6 metri.

 Posti a sedere erano circa 1500 e tutti con un ottima visuale direttamente sulla vasca principale. Lateralmente alla vasca principale c’erano altre tre vasche tutte comunicanti. La seconda in ordine di grandezza fu progettata per facilitare il lavoro dei ricercatori in modo da poter utilizzare le sofisticate apparecchiature subacquee di cui dispongono ed aveva una superficie di 192 mq. La terza, di dimensioni inferiori, poteva essere completamente separata dalle altre attraverso dei portelloni stagni: questo era di grande utilità nel caso in cui di dovevano separare i delfini per motivi medici. La sua superficie era di 77mq e all’occorrenza era rapidamente svuotabile. Quest’ultima poteva essere utilizzata anche come Nursery quando nasceva un delfino come ad esempio Nau.

L’ultima vasca, la più piccola e la meno profonda, veniva utilizzata per le analisi mediche di routine e aveva una superficie di 100mq.

In totale erano presenti 4 milioni di litri d’acqua

Dall’esterno della struttura si accedeva poi alla galleria dei delfini. Qui i visitatori potevano “immergersi” nelle acque del Palablu, osservando da vicino in nuoto subacqueo dei delfini attraverso 4 grandi finestre che guardavano direttamente sulla vasca principale. Lungo la galleria erano inoltre presenti numerosi poster con tutte le informazioni sui delfini e la possibilità di parlare con una esperta biologa marina. Ad abbellire il tutto erano presenti anche diversi piccoli acquari con pesci tropicali.

Adiacente alla galleria era presente una sala convegni munita di tutti gli strumenti per lezioni di biologia marina agli studenti che tramite la scuola utilizzavano il pacchetto “Progetti per conoscere” di Gardaland.

Il Palablu aveva quindi 4 vasche intercomunicanti, con un totale di circa 4000 mq di acqua. L’acqua ovviamente era salata e conteneva una piccola percentuale di cloro, utilizzato per disinfettare ed eliminare le impurità. Il sistema di filtraggio era composto da 10 filtri multistrato che lavoravano 24 ore su 24. Tutti i parametri chimici inoltre venivano controllati automaticamente da un sistema computerizzato. L’acqua aveva un riciclo completo ogni 3 ore. Erano presenti anche 3 csambiatori di calore a piastra che permettevano un sistema di riscaldamento dell’acqua durante il periodo invernale (infatti questa veniva mantenuta ad una temperatura di circa 18 gradi tutti i mesi più freddi.

L’ingresso al Palablu vedeva l’acquisto di un biglietto a parte del costo di circa 3,50 € negli ultimi anni di attività, mentre l’ingresso alla Galleria dei Delfini era gratuito ma limitato ad un certo numero di persone che potevano essere presenti nella galleria. Lo Spettacolo dei delfini era un successo di pubblico e vendeva ogni stagione quasi 800 mila biglietti.

I delfini che erano presenti si chiamavano Teide, Robin e Betty e da questi ultimi nacque Nau (che significa “donna”) e Tango. Il delfinario ha avuto una fama sia positiva che negativa. Data l’importanza della struttura e gli studi che venivano fatti, il Palablu era spesso presente in documentari e trasmissioni tv che parlavano di delfini, ma di contro era preso di mira da associazioni animaliste per la tenuta in cattività dei delfini e per alcune morti di delfini.

Nel 2013 la struttura venne chiusa e i delfini ceduti all’Acquario di Genova. Il motivo di tale scelta è da imputare alla politica aziendale di Merlin. Infatti la società che tra le altre gestisce Gardaland, tiene al benessere degli animali e al non sfruttarli per “fare spettacolo”. Inoltre proprio con il Sea Life, Merlin si impegna al ripopolamento delle specie e alla salvaguardia dell’ambiente e contro la cattura di animali per spettacoli.

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