Distribuzione e habitat
È stato importato dagli Stati Uniti con successo in Italia a partire dal 1887. Qui ha trovato numerosi ambienti idonei alla sua naturalizzazione ed è divenuto una specie invasiva. La sua presenza è ormai generalizzata. È molto facile ad esempio avvistarlo in diversi fiumi d’Italia quali il Po, il Tevere e l’Arno, così come in grandi laghi quali il lago Trasimeno. Frequenta soprattutto rive basse, sabbiose e fangose, ama le acque lente dei fiumi di pianura e dei canali. Il persico sole in inverno, quando la temperatura dell’acqua è inferiore a 12 °C, si sposta verso le acque profonde dove rimane in stato di quasi ibernazione. Nel resto dell’anno invece resta vicino a riva, spesso a pelo d’acqua.
Descrizione
Il corpo è alto e tondeggiante, con muso prominente. Le pinne dorsale e ventrale hanno i primi raggi molto sviluppati. La sua livrea è molto colorata e presenta una colorazione di fondo verde bronzea metallica, con pinne gialle screziate di bruno rosso, testa verde-azzurra con strisce azzurro vivo e bianco. Un grosso ocello orlato di rosso è posizionato dietro l’opercolo branchiale. Il ventre è più chiaro. La femmina ha la colorazione meno vivace, mentre i piccoli hanno minute macchie rosse e azzurre.
La sua lunghezza va dai 10 cm (in acque in cui è molto diffuso) ai 25 cm e ai 3 hg di peso nei luoghi dove invece è più raro. Molti pescatori sostengono di aver catturato esemplari di alcuni chili, anche se ultimamente nelle nostre acque sta subendo un fenomeno di pseudonanismo e molto raramente a i 15 cm di lunghezza
Fonte: Wikipedia
persico sole

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