Safari africano

Il Safari Africano fu la prima attrazione creata in esclusiva per Gardaland sul posto. Presente sin dall’apertura del parco nel lontano 1975.

Il Concept originale non si scostava molto da quello di Tunga, a bordo di canoe si percorreva un fiume scoprendo i misteri della giungla africana. Le canoe si muovevano inizialmente grazie a una Barca a motore alla quale erano attaccate altre imbarcazioni. Infatti nei primi anni di questa attrazione il viaggio veniva “Guidato” da un operatore. Il bacino d’acqua sul quale si estendeva l’attrazione attirava anche veri animali quindi non era raro trovare lungo il percorso dei cigni o delle anatre girovagare lungo il fiume artificiale. Successivamente il percorso venne ridotto e modificato e venne ampliata la superficie coperta da terra e venne realizzato un rudimentale meccanismo lungo quasi 275 metri posto sotto il livello dell’acqua molto simile a quello utilizzato per Panoramic Tour o una qualunque funivia. Il meccanismo creò numerosi blocchi dell’attrazione, visto che si trovava sotto la superficie dell’acqua, e costrinsero il parco a svuotare e riempire l’intero canale. Nel corso degli anni, l’intero meccanismo venne modificato e migliorato grazie anche all’enorme apprezzamento del pubblico nei confronti di quest’attrazione.

Il percorso si discostava molto da quello di Tunga e il fiume risultava molto più ampio. Nel corso degli anni vennero aggiunte nuove scene e nuovi animatronici. Nel 1999 venne effettuato un restyling dell’attrazione e venne cambiato il nome da Safari Africano a “Tunga”. Nelle scene originali di inizio “carriera” dell’attrazione c’erano rudimentali capanne di indigeni, statue poco realistiche di Gorilla, scimmie, e anche templi in rovina e resti di antiche civiltà. Safari Africano venne chiamato in numerosi modi nel corso degli anni, anche da operatori del settore, passando da “African Adventure” a “Viaggio nella Giungla”. Per non creare troppa confusione abbiamo deciso di tenere il nome di “Safari Africano” per questa scheda che comprende l’attrazione dal 1975 fino al 1999 e creare una scheda per “Tunga”. Le immagini qui sotto mostrano l’attrazione quindi sia nei primi anni di realizzazione, sia in tempi più recenti prima della trasformazione in “Tunga”.

Negli anni ’90 l’attrazione, più volte sistemata e migliorata, presentava circa una cinquantina di animatronici. La superficie occupata dall’attrazione prevedeva inoltre un 60% di vegetazione naturale (con appositi impianti di irrigazione a seconda della tipologia e caratteristiche delle piante) alla quale si aggiungeva un 40% di vegetazione artificiale.

Una curiosità fu che l’attrazione venne aperta anche se era un cantiere, quindi i primi visitatori potevano visitare la giungla vedendo tra tigri ed elefanti anche operai al lavoro che costruivano elementi dell’attrazione.

Per realizzare la seconda versione del “Safari Africano” (quella con il meccanismo sotto l’acqua) servirono otto mesi di lavoro e 20 persone per l’aspetto scenografico. Le imbarcazioni erano in totale 26 divise in 13 coppie, viaggiando ad una velocità di 1.8 km/h. Ogni canoa ospitava fino ad un massimo di 9 persone e la capacità oraria era di circa 1500 persone all’ora. Per realizzare questo impianto occorsero 5 mesi di lavoro per 3 progettisti e 7 tecnici.

La parte vegetativa fu affidata a Piergiorgio Giambenini, esperto in giardini botanici e la cui azienda ha poi lavorato per Gardaland per decenni. Venne chiamato alla realizzazione anche un importante tassidermista italiano per la consulenza per la realizzazione degli animatronici e statue di animali, occupandosi e illustrando al team di scenografi l’anatomia dei vari animali e il loro comportamento, scegliendo quindi le pose e momenti più adatti per dare credibilità a queste “Statue inanimate”.

Il costo del Restyiling dell’attrazione sul finire degli anni ’80 era di circa 5 Miliardi delle vecchie lire.