Realtà virtuale

Realtà virtuale non fu una vera e propria attrazione però non poteva nemmeno essere definita come show. Si trattava di un “attrazione” didattica che però non ebbe il successo sperato, sia per la durata sia per come venne strutturato.

All’interno del Teatro Azzurro una persona cominciava a spiegare cos’era la realtà virtuale mentre dietro di lui su uno schermo bianco apparivano immagini del computer posto sul palco del teatro. Una volta fatta l’introduzione l’operatore mostrava una delle tre strutture realizzate con la realtà virtuale. La tomba di nefertari, La basilica di San Pietro o la basilica di San Francesco d’Assisi. Una volta impostato il programma, si muoveva all’interno della riproduzione in computer grafica dell’edificio, molto dettagliato per l’epoca e veniva descritto l’ambiente, i dipinti, la struttura ecc.. con accenni alla Storia, all’arte, all’architettura ecc… Ovviamente i visitatori dovevano ascoltare passivamente la lezione sino alla fine anche se, generalmente già 4/5 minuti dopo l’inizio il Teatro Azzurro si svuotava e solo pochissimi visitatori rimanevano sino al termine della spiegazione.