Dopo essere stato scartato per due volte dal Milan a causa di reumatismi nel sangue, entrò a far parte del settore giovanile dell’Inter. Colpito dalle doti di Bergomi («Un ragazzo di 17 anni come lui, di quella specie, io non l’ho mai più allenato»), Eugenio Bersellini decise di farlo esordire in prima squadra a 16 anni e un mese (record assoluto nella storia interista) nella partita di Coppa Italia del 30 gennaio 1980 contro la Juventus, terminata 0-0.

Bergomi debuttò in Serie A l’anno successivo, a 17 anni e due mesi, nella vittoria per 1-2 contro il Como del 22 febbraio 1981. L’esordio del giocatore fu favorito dall’indisponibilità di Nazzareno Canuti e dall’infortunio di Gabriele Oriali, che dovette essere sostituito a partita in corso: preferito a Franco Pancheri, fu Bergomi a subentrare al mediano nerazzurro. Il successivo 4 marzo Bergomi esordì anche in Coppa dei Campioni, nel quarto di finale contro la Stella Rossa (1-1): «Mi tremavano le gambe. Me la cavai bene, penso. Marcai Petrovic: ricordo che i giornali lo definivano il Rivera jugoslavo. Bersellini, si complimentò con me».

Segnò il primo gol con la maglia dell’Inter in Coppa Italia, il 6 settembre 1981, nel derby di Milano, partita finita sul 2-2 proprio grazie alla rete di Bergomi all’89º minuto. La prima rete in Serie A arrivò il 10 gennaio 1982, in un match contro il Bologna finito 2-1 per l’Inter. Nello stesso anno, Bergomi entrò nel giro della nazionale.
Bergomi in maglia nerazzurra nella stagione 1981-82

Nella stagione 1988-1989 Bergomi conquistò l’unico scudetto della sua carriera, contribuendovi con solido rendimento e indossando frequentemente la fascia da capitano; l’Inter vinse il campionato ottenendo 58 punti su 68, stabilendo un record (relativamente al periodo in cui la vittoria valeva due punti). Nel novembre dello stesso anno, la squadra allenata da Giovanni Trapattoni conquistò anche la Supercoppa italiana.

Il ciclo di Trapattoni si concluse con la vittoria della Coppa UEFA 1990-1991, la prima nella storia del club. 
n seguito all’addio del Trap, la squadra visse un periodo altalenante: il secondo posto nella Serie A 1992-1993 e la vittoria della Coppa UEFA 1993-1994 fecero da contraltare a diverse stagioni anonime. Soggetta a forti critiche — che coinvolsero anche Bergomi, nel frattempo divenuto capitano —, la retroguardia dell’Inter fu rivoluzionata nell’estate del 1994 dalle cessioni di Riccardo Ferri e Walter Zenga, che passarono alla Sampdoria nell’ambito della trattativa che portò in nerazzurro Gianluca Pagliuca.

Dopo altri due campionati privi di squilli, l’Inter recuperò competitività tra il 1996 il 1998. Guidati da Roy Hodgson, i meneghini ottennero il terzo posto nella Serie A 1996-1997 e raggiunsero la finale di Coppa UEFA, persa ai tiri di rigore contro lo Schalke 04. Bergomi, spesso schierato nel ruolo di terzino sinistro, si espresse su buoni livelli. Per la stagione 1997-1998, il club nerazzurro nominò come nuovo allenatore Luigi Simoni, che pose Bergomi al centro del suo progetto tattico, facendogli ricoprire il ruolo di libero. Bergomi ripagò l’allenatore con prestazioni convincenti, contribuendo al secondo posto in campionato e alla vittoria della Coppa UEFA, la terza sia per la squadra nerazzurra che per Bergomi. L’ottima stagione disputata gli valse il ritorno in nazionale e una maglia per il campionato del mondo 1998.
Bergomi, capitano dell’Inter, alza al cielo nel 1994 la seconda Coppa UEFA nerazzurra

La stagione successiva non fu altrettanto fortunata: l’Inter chiuse un’annata travagliata all’ottavo posto, e Bergomi — che nel frattempo aveva ceduto a Ronaldo i gradi di capitano — decise di ritirarsi poiché non rientrava nei piani del nuovo allenatore Marcello Lippi. La sua ultima partita disputata è Inter-Bologna 3-1 il 23 maggio 1999, nell’ultima giornata di campionato.

Con l’Inter, Bergomi ha giocato in tutto 757 partite (28 reti), di cui 519 in Serie A (23 reti), 117 nelle coppe europee, 119 in Coppa Italia (5 reti), 1 nella Supercoppa italiana e 1 nel Torneo di Capodanno. Primatista di presenze in Coppa UEFA e Coppa Italia con la maglia nerazzurra, è preceduto dal solo Javier Zanetti per presenze totali, in Serie A, nelle coppe europee e nel derby di Milano.
Debuttò nell’Italia Under-21 di Azeglio Vicini il 12 novembre 1981, durante le qualificazioni al campionato d’Europa 1982 (vittoria per 1-0 sulla Grecia); scese poi in campo negli unici due incontri disputati dall’Italia nella fase finale della competizione (terminati rispettivamente 0-1 e 0-0 contro la Scozia).

In virtù del suo successivo ingresso nella nazionale maggiore, militerà con gli azzurrini a corrente alternata, disputando in totale 7 partite, l’ultima delle quali valida per la semifinale di ritorno del campionato d’Europa 1984 (ininfluente vittoria per 1-0 contro l’Inghilterra, impostasi per 3-1 all’andata).
Esordì nella nazionale maggiore a 18 anni, il 14 aprile 1982, nella partita amichevole contro la Germania Est disputata a Lipsia. Il commissario tecnico Enzo Bearzot lo convocò quindi per il campionato del mondo 1982, consentendogli di diventare il più giovane giocatore azzurro a prendere parte a un campionato del mondo. Il difensore fu impiegato per la prima volta nella sfida contro il Brasile, subentrando alla fine del primo tempo all’infortunato Fulvio Collovati: con il compito di marcare il centravanti Serginho, Bergomi giocò un’ottima partita, macchiata solo dalla deviazione che favorì la rete di Paulo Roberto Falcão per il secondo, momentaneo pareggio verdeoro. Inizialmente destinato alla panchina, Bergomi scese in campo da titolare anche nella semifinale contro la Polonia: un lieve infortunio occorso al portiere Dino Zoff rese difficoltosi i suoi rinvii da fondo campo, spingendo Bearzot a schierare il terzino dell’Inter, elemento adatto a rilanciare l’azione dalle retrovie.
Bergomi (in piedi, secondo da destra) in nazionale per un’amichevole preparatoria al campionato del mondo 1986

A causa dell’indisponibilità di Giancarlo Antognoni nella finale contro la Germania Ovest, Bergomi disputò dal primo minuto anche l’atto conclusivo del torneo. Nel corso della finale, vinta dagli azzurri per 3-1, il diciottenne milanese marcò efficacemente l’attaccante tedesco Karl-Heinz Rummenigge e fu protagonista dell’azione del gol di Marco Tardelli per il momentaneo 2-0 italiano. Al triplice fischio dell’arbitro Coelho, Bergomi si laureò campione del mondo, diventando il secondo giocatore più giovane a fregiarsi di questo titolo dopo Pelé (che lo conquistò a 17 anni e 244 giorni).

Dopo la vittoria del torneo, Bergomi prese parte ad alcune gare di qualificazione al campionato d’Europa 1984 (l’Italia si classificò penultima nel girone, non approdando alla fase finale), e successivamente fu titolare al campionato del mondo 1986, al quale gli Azzurri furono qualificati di diritto in quanto campioni in carica. Complice una squadra logora, contraddistinta da molti giocatori a fine carriera, la nazionale di Bearzot non convinse e venne eliminata negli ottavi dalla Francia.
Durante la gestione di Azeglio Vicini, Bergomi realizzò ognuna delle sue 6 reti in maglia azzurra, mettendo a segno le prime due nell’amichevole dell’8 ottobre 1986 contro la Grecia, coincidente con l’esordio del nuovo CT; in tale occasione, Bergomi divenne il primo difensore capace di segnare una doppietta con la maglia della nazionale italiana, e indossò per la prima volta la fascia da capitano, dopo la sostituzione di Alessandro Altobelli.

A partire dal 20 febbraio 1988, in occasione del 4-1 sull’Unione Sovietica, divenne a tutti gli effetti capitano degli Azzurri, ruolo che ricoprirà dal primo minuto per 33 partite. Sotto la gestione di Vicini prese parte al campionato d’Europa 1988 — venendo inserito nella squadra ideale del torneo — e al campionato del mondo 1990, entrambi conclusi in semifinale.

Il 5 giugno 1991, durante una partita valida per le qualificazioni al campionato d’Europa 1992 (Norvegia-Italia 2-1, penultima gara dell’era Vicini), Bergomi fu espulso a pochi secondi dal suo ingresso in campo, dopo uno scontro di gioco con Erik Pedersen seguito da un alterco con Gøran Sørloth; la successiva squalifica per sei giornate e l’approdo sulla panchina azzurra di Arrigo Sacchi determinarono una lunga interruzione della sua carriera in nazionale: il nuovo CT preferì infatti affidarsi a giocatori avvezzi alla difesa a zona, talvolta rinunciando a elementi di maggior tasso tecnico ma poco adatti al suo metodo di gioco, tra i quali Bergomi.
I due capitani Bergomi e Maradona durante la semifinale del campionato del mondo 1990 tra Italia e Argentina, che sancì l’eliminazione degli azzurri

Sette anni dopo l’ultima apparizione in azzurro, Bergomi tornò in nazionale in occasione del campionato del mondo 1998, convocato da Cesare Maldini al posto dell’indisponibile Ciro Ferrara. Dopo essere sceso in campo nell’amichevole pre-Mondiale contro la Svezia, fu chiamato a sostituire l’infortunato Alessandro Nesta contro l’Austria, nella terza partita della fase a gironi, per poi giocare da titolare gli ottavi di finale contro la Norvegia e i quarti di finale contro la Francia, che eliminò l’Italia ai tiri di rigore in quella che fu l’ultima delle 81 presenze di Bergomi in maglia azzurra. Il commissario tecnico e i compagni di squadra spesero parole di elogio per il rendimento e la condotta del giocatore durante la competizione.

Con quattro Mondiali disputati, Bergomi è secondo, dietro Gianluigi Buffon, tra i giocatori italiani con più partecipazioni alla competizione iridata, a pari merito con Enrico Albertosi, Fabio Cannavaro, Paolo Maldini, Gianni Rivera e Dino Zoff.
Nel febbraio 2008 è diventato l’allenatore degli esordienti dell’Inter. Nel 2008-2009 allena l’Accademia Internazionale, con la quale vince anche il Campionato Allievi Dilettanti. Nel corso della stagione 2009-2010 allena gli Allievi del Monza e nella stagione 2010-2011 i Berretti. Il 7 luglio 2011 assume la guida tecnica della squadra Berretti dell’Atalanta; con gli orobici arriva fino alla finale del campionato perdendo con l’Inter di Sergio Zanetti, sia la gara d’andata per 3-0, che quella di ritorno per 3-4. Nella stagione 2012-2013 vince il Campionato Berretti con l’Atalanta battendo in finale proprio l’Inter con un risultato complessivo di 4-2 (1-0 per i milanesi all’andata e 4-1 esterno dell’Atalanta nella partita di ritorno). Il 25 luglio 2013 assume la guida tecnica della Berretti del Como.Mantiene l’incarico sino al 10 luglio 2014. Nella stagione 2017-2018 collabora con Giuseppe Chieppa alla guida degli allievi regionali dell’Accademia Internazionale. Il 28 maggio 2018, la società annuncia che, per la successiva stagione, Bergomi si occuperà personalmente della classe 2003.

Fonte: Wikipedia

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